Chi sono i siciliani?

Chi sono i siciliani?

Chi sono i siciliani? La Sicilia è stata sempre sotto il dominio di una potenza straniera. Per oltre 2500 anni è stata sistematicamente colonizzata e non ha mai conosciuto il gusto agrodolce della libertà conquistata attraverso il potente mezzo di una rivoluzione contro un padrone ribelle (ad eccezione della Guerra del Vespro, che iniziò come una rivolta popolare il Lunedì di Pasqua del 1282 quando un soldato francese decise di perquisire una donna palermitana per armi, offese la sua modestia ed infuriò alcuni locali in una rivolta spontanea – da Best of Sicily Magazine; la rivolta durò sette anni durante i quali la Sicilia fu formalmente indipendente da un sovrano straniero). I Greci furono i primi, poi i Romani, i Vandali e i Goti, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, i Savoia, gli Austriaci, i Borboni, fino al 1860 quando Garibaldi liberò l’isola dal dominio borbonico… o forse no.

Ma cosa significa realmente essere siciliani? Chi erano i siciliani durante tanti secoli di sfruttamento e dominazione straniera? La Sicilia era il “Granaio di Roma” e la nutrice da cui i Romani si nutrivano, ma era anche la più grande isola del Mediterraneo e molti giurerebbero la più bella. Come i monumenti che rappresentano il multiculturalismo della nostra storia, i siciliani sono fatti di strati. Anni fa, in Australia, ho camminato attraverso magnifiche formazioni rocciose antiche, un tempo sommerse, su cui potevi facilmente riconoscere gli strati degli anni che passavano: increspature sulla loro superficie mostravano il lento movimento di ritirata dell’acqua in cui erano un tempo sommerse. I siciliani sono stati privati delle loro terre e tradizioni attraverso anni di colonizzazione ma conservano ancora tutti i segni di ognuna di esse.

Spesso ho l’impressione che il passare del tempo sia come l’avanzare e il ritirarsi delle maree che portano o lasciano dietro di sé detriti, conchiglie colorate e oggetti preziosi; i nostri edifici più antichi fanno lo stesso rivelando strati di storia, abitudini e tradizioni.

Meravigliandosi della cattedrale di Ortigia, il centro storico di Siracusa, si può trascurare il fatto che al di là della sua facciata barocca, ricostruita nel XVIII secolo dopo un terribile terremoto, le antiche colonne del tempio greco originale dedicato ad Atena nel V secolo a.C., stanno ancora miracolosamente in piedi sul suo lato laterale. Le merlature sopra queste antiche colonne testimoniano il periodo in cui la chiesa fu trasformata in moschea dagli Arabi conquistatori. Gli strati di storia sono visibili qui anche per l’occhio inattento.

La Sicilia è come un regalo che non può essere aperto di fretta; se lo fai, potresti non apprezzarne la bellezza, ma se hai la pazienza di lavorare lentamente le dita attraverso la sua superficie esterna, rivelerà il suo fascino.

Estratto dal libro “A fork in the road – Cycling around Sicily” scritto dalla nostra guida Daniela Petracca.

Vuoi conoscerci meglio? Clicca qui!

© 2026 Ciclofree s.r.l. - P.I. 01997310899